11/08/11
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Io sono un Parassita
I parassiti come me quando vanno dal meccanico e devono
1000 euro non chiedono la ricevuta che altrimenti sono
1200 euro, i parassiti come me se vanno in vacanza
prendono la casa e pagano in nero che altrimenti altri
300 euro di iva, i parassiti come me sono costretti ad
evadere perchè il governo non mette listini prezzi e non
obbliga chi affitta o fa un lavoro a fare ricevuta pena
la galera, i paraqssiti come me vedono in tv tremonti
che dice di avere dato 4000 euro al mese in nero,io
prendo 500 euro di pensione al mese,vedono che
berlusconi paga marchette in nero di 7000 euro a botta,
che sono soldi suoi,io se chiamo un infermiera per
puntura mi costa 10 euro e prendo 500 euro al
mese,vedono che la moglie di bossi è pensionata da
quando aveva 39 anni e prende + di 700 euro al mese e
non paga un caccio, che ha il figlio trota in regione a
12.000 euro al mese, che suo padre,il bossi padano ci
costa più di due deputati, e noi saremmo i parassiti,
noi siamo le persone che manteniamo i parassiti che
stanno in parlamento e maneggiano tutta l'evasione, è
colpa loro se c'è evasione e malaffare, loro sono i
primi ad evadere , a pagare i portaborse in nero DX - SX
e CENTRO ,loro che pagano al ristorante del Senato
Carpaccio di filetto con salsa al limone 2,76 euro, loro
sono la rovina di 50milioni di italiani, l'unica cosa
senza violenza ma con i forconi cacciarli fuori dall'italia,
perchè senza dovere mantenere loro, io il meccanico lo
pago 1000 euro con ricevuta, altro che iva, sono
parassiti,zecche,sanguisughe, sono quelli che ci
gestiscono senza amore, ordine,timore, sono solo
criminali.Io
Italia
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GRANDI... |
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“Rinunciare al vitalizio? Non possiamo. La legge non ce lo consente”. E’ una delle scuse più sfruttate dalla casta. La usò Veltroni quando si vide assegnare la pensione da parlamentare alla giovine età di 50 anni (era allora sindaco di Roma); e l’ha usata nei giorni scorsi Eugenio Scalfari in uno suo editoriale. Abbiamo sempre [...] Continua a leggere → |
L'INPS un male tutto italiano, questo ente è una vera piaga sociale. |
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| Alessandra Puntin | |
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Zac, un taglio netto! I politici non hanno altra
strada. Devono tagliarsi di netto lo stipendio!
Trenta, quaranta, cinquanta per cento in meno. Non
servono chiacchiere. Non servono leggi complicate.
Basta farlo. Tutti, dai parlamentari ai quelli
delle regioni, da Palazzo Chigi al Quirinale. È
populismo? Certo! Non risolve i problemi reali del
Paese? Echissenefrega! Rinnega una vecchia regola
della democrazia, quella per cui la politica non può
essere solo un privilegio dei ricchi e quindi chi
rappresenta il popolo va pagato? Può darsi. Ma si
campa bene anche con 8mila euro al mese. L’unica
cosa certa è che non si possono chiedere sacrifici
agli altri se si continua a vivere come a
Versailles. Il rischio è proprio l’effetto
«brioche», quel senso di rabbia e frustrazione che
arriva dal basso, la disperazione dei senza casta,
accompagnata dalle difese corporative di chi invece
la casta ce l’ha, ma senza l’esempio dei politici
non rinuncia a un grammo di privilegio. Questa è
l’Italia in cui si vive.Tutti parlano di riforme, ma
nessuno le vuole nel proprio orticello. Allora serve
un gesto forte, concreto, ma carico di simbolismo.
Noi, politici, ci spogliamo. Ma dopo, signori delle
altre caste, tocca a voi. Attenzione! Basta leggere
un po’ in giro e proposte per abbattere muri e
corporazioni se ne trovano parecchie. Siamo
INDIGNATI e DISOBBEDIENTI, i vostri debiti non li
paghiamo, i debiti li paga chi li ha fatti !
Iscrivetevi in massa alla pagina e divulgate ai
vostri contatti!
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Rispunta la questione delle liquidazioni (Mastella 307mila euro, Biondi 278mila, Cossutta 345mila, etc). E sono pure esentasse!!!
Non solo i vitalizi. Anche la liquidazione (esentasse). La “Stampa” di oggi (mercoledì 10 agosto) rilancia a tutta pagina un tema caro al popolo anti-Sanguisughe. Non solo infatti ai nostri ex parlamentari paghiamo un ricco vitalizio, che matura con soli 5 anni di contributi alle spalle (Cinque! Mica 35 come i cittadini comuni!), macché: noi paghiamo loro anche un abbondante “liquidazione”, motivata per “il reinserimento” (è naturale, no? Chi ha fatto il parlamentare deve essere “reinserito”. E ha bisogno di un bel malloppo di nostri soldi per farlo) e tecnicamente definita “assegno di solidarietà”. Proprio così, amici miei: siamo solidali (senza volerlo) con i conti correnti dei nostri ex parlamentari… Badate bene: si tratta di un assegno molto molto robusto. Per restare all’ultima legislatura finita, quella del 2008, ecco quanto hanno portato a casa, fra pensione e liquidazione, alcuni parlamentari non rieletti: Clemente Mastella (9604 euro di pensione e 307mila euro di liquidazione); Luciano Violante (9363 euro di pensione e 278mila euro di liquidazione); Alfredo Biondi (9604 euro di pensione e 278mila euro di liquidazione), Armando Cossutta (9604 euro di pensione e 345mila euro di liquidazione). Ultima beffa: le liquidazioni dei comuni cittadini sono sempre tassate al 27 per cento. Quelle dei parlamentari invece sono esentasse. Esentasse, proprio così. La solidarietà del resto non può mica soggiacere alle leggi del fisco. E la faccia di bronzo neppure
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