15/08/11

 Silicon Valley, sacco di cervelli, soldi per farli tornare in patria  Ecco come Cina, India, Germania e altri paesi riescono a convincere i loro giovani geni dell'hi-tech a lasciare il cuore dell'innovazione mondiale e tornare a casa con tutto il loro know-how. Quattrini e autonomia dalle startup che vogliono diventare le Amazon e le Google del futuro   di PAOLO PONTONIERE   SAN FRANCISCO - Che la Silicon Valley si trovi al centro d'un assalto globale, teso a sottrarle quei cervelli che ne fanno l'epicentro dell'innovazione tecnonologica planetaria, non è difficile da credere. La conferma è tutta nei programmi con i quali paesi come la Cina, l'India e anche la Germania convincono i loro talenti nazionali emigrati nella gran valle di silicio a ritornarsene in patria. Con tutto il loro know-how.   Basta fare un giro per i laboratori delle migliori università di questi paesi per capire che questa politica funziona. Così, allettati da offerte che oltre a salari profumati promettono pure la totale autonomia scientifica, migliaia di ricercatori statunitensi di origine straniera tornano nel paese d'origine. Li si trova nei migliori laboratori di Shanghai, di Delhi e di Francoforte, impegnati a innalzare il coefficente di innovazione tecnologica.   Di recente questo fenomeno si è intensificato. Con una variabile di assoluto interesse: le grandi aziende multinazionali straniere sottraggono talenti non solo ai giganti dell'hardware come la Hewlett Packard, Cisco e la Intel, ma anche alle regine di internet e del social networking, come Google e Facebook, che nella Silicon Valley impiegano decine di migliaia di addetti.   E se prima si trattava di un fenomeno periferico, diretto esclusivamente a far rimpatriare gli emigranti hi-tech dei paesi emergenti, adesso si tratta di un vero e proprio assalto all'arma bianca. Una strategia che non lascia nulla al caso e non richiede nemmeno   più agli assunti di ritornarsene a casa. Anzi, se rimangono in California è pure meglio. Così, non solo approfittano dei vantaggi offerti dall'humus tecnico-finanziario-accademico​ della regione (dove si realizza una convergenza unica tra gli interessi delle grandi aziende, delle banche e delle istituzioni universitarie locali) ma possono anche avvantaggiarsi della cultura lavorativa statunitense, che richiede una grande mobilità aziendale da parte dei lavoratori ed è caratterizzata da un basso livello di sindacalizzazione.   La guerra per la supremazia innovativa però non bersaglia solo i sino-americani e gli indo-americani: anche i talenti hi-tech provenienti da altre latitudine sono oggetto di attenzione, a prescindere dalla loro etnicità e dalle loro posizioni religiose. I giornali statunitensi ne parlano come di un vero e proprio "sacco dei cervelli" della fortezza tecnologica della nazione.   A condurlo sono le maggiori aziende IT europee e asiatiche che - approfittando dell'incertezza occupazionale creata dalla crisi economica negli Usa, in particolare in California dove la disoccupazione ha raggiunto ufficialmente il 12 per cento, e del rafforzamento dell'euro - stanno facendo man bassa di ingegneri e programmatori.   Si tratta di ditte colossi come la svedese Ericsson, la tedesca SAP, la francese Alcatel-Lucent, la finlandese Nokia, la cinese Huawei e la giapponese Fujitsu, per fare solo alcuni esempi. Il gigante svedese della telefonia mobile, il cui Chief Technology Officer opera da San José (capitale della Silicon Valley) invece che a Stoccolma, nella Valley conta oltre 1200 ingegneri e programmatori impegnati in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie. La SAP invece di ricercatori ne conta circa mille, mentre la Huawei, la Alcatel e la Nokia ne hanno oltre 400 caduno.   A spingere le compagnie straniere ad aprir bottega nella Silicon Valley però non è solo l'abbondanza di talenti tecnologici in cerca di lavoro - o il loro costo che si abbassa - ma anche il fatto che la Valley sta diventando il centro mondiale della telefonia mobile: "Il cuore di questo mercato - ha osservato Hakan Eriksson, Cto della Ericsson - s'è spostato dalla Finlandia alla California". Ed infatti la ditta svedese che s'era avvantaggiata della sua prossimità alla Nokia, adesso conta di stabilire lo stesso rapporto con la Apple e Google, produttori rispettivamente dell'iPhone e del sistema operativo Android.   "Il nostro futuro dipende dalle innovazioni che emergeranno da questa regione", ha detto a tal proposito John Roese, responsabile ricerca e sviluppo della Huawei. La crescita dell'innovazione IT dipende sicuramente da quelli che a Silicon Valley ci lavorano. La Snapdeal, una startup di Bangalore, in India, che fa il verso a Groupon, ha recentemente ha assunto circa 70 ingegneri dalla Silicon Valley. "Per la prima volta gli emigranti hanno qualche possibilità fuori dagli Stati Uniti", ha dichiarato di recente Vivek Wahada, un ricercatore della Berkeley University che collabora con Snapdeal.   Il dato di questo movimento di cervelli per adesso è ancora difficile da determinare. Secondo il governo cinese, sarebbero decine di migliaia gli ingegneri e i ricercatori che ogni anno se ne tornano in Cina e India. Cifre rese note dal Ministero dell'educazione di Pechino dimostrerebbero per esempio che l'anno scorso 134 mila professionisti cinesi sono tornati a casa dagli Stati Uniti, una cifra questa che marca un aumento del 25 per cento rispetto al 2009.   Le perdite della Valley sembrano beneficiare particolarmente l'India che, una volta famosa solo per i suoi programmatori e i call center, adesso sta emergendo come uno dei maggiori centri mondiali di internet grazie a una schiera di startup pronte a sfornare le Amazon e le Google del futuro.   (06 agosto 2011)     http://www.repubblica.it/tecno​logia/2011/08/06/news/sacco_ce​rvelli_silicon_valley-19640774​/

SOTTO LA CASTA L'ITALIA CREPA

TOGLIERE AI POVERI PER GARANTIRE I PRIVILEGI PARLAMENTARI   Nel 2010 i 630 parlamentari di Camera e Senato hanno speso a nostro carico più di 3 milioni di euro solo per le cure odontoiatriche e poi hanno votato un taglio delle detrazioni ad anziani e famiglie che nel 2014 arriverà al 20%.In pratica oltre a non poter fornire un adeguato servizio sanitario ai suoi cittadini, il Parlamento obbliga ogni italiano a  pagarsi alcuni servizi di tasca propria e, su quei soldi, a doverci anche pagare le tasse. E a pagare questo conto sarà sopratutto il cetto medio-basso, le famiglie con i bambini, gli anziani e coloro che hanno una forte disabilità. I 630 parlamentari italiani nel 2010 hanno speso 1 milione di euro in fisioterapia, 488 000 euro in occhiali, 257 000 euro per psicoterapie, 28 138 euro per cure delle vene varicose e poi hanno votato una manovra che costerà alle tasche di ogni famiglia fino a 1.000 euro l'anno, o molto più se si ha in casa un ammalato grave.   oltre ai loro stipendi "ONOREVOLI"   TUTTO QUESTO è GRATIS   rimborsi per porta borse rimborsi spese affitto idennità di carica e tutti esentasse cellulare gratis cinema gratis teatro gratis autobus-metrò....hahaha gratis francobolli gratis viaggi aerei nazionali gratis autostrede gratis piscine e palestre gratis treni gratis cliniche gratis assicurazione infortuni gratis assicurazione morte gratis auto blu con autista gratis   EURO 2.215 COSTO AL MINUTO DEL FUNZIONAMENTO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI TRA IL 1999 E IL 2008 I FINANZIAMENTI AI PARTITI SONO CRESCIUTI DEL 1.110 %

   
L'INPS un male tutto italiano, questo ente è una vera piaga sociale.
PAZZESCO: PER NICOLA ZINGARETTI LA RIDUZIONE DELLE PROVINCE E’ “ PURA MACELLERIA SOCIALE” - Nicola Zingaretti e Roberto Formigoni sono contro il taglio delle Province. Lo spreco per questi due politici è utile e necessario. Pazzesco ma é così: questi due politici non vogliono ridurre gli sprechi. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, intervenendo telefonicamente a «Cortina InConTra» ha annunciato «che è intenzione del Governo tagliare 34 province, e accorpare i comuni sotto i mille abitanti che sono circa 1.500».
«Usiamo la terminologia esatta: la manovra proposta dal Governo nei confronti degli Enti locali è una vera e propria macelleria sociale. Gli Enti locali sono in prima fila per fornire servizi alle fasce più bisognose della popolazione». Lo dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «Questi stanziamenti sono stati già ridotti all’osso e ridurli ancora, peraltro con percentuali elevatissime, significa scardinare quasi completamente qualsiasi intervento sociale nei confronti dei più deboli. Tutto ciò è inaccettabile, quindi sarà necessario mobilitarsi in tutti i modi contro questa iniqua manovra del Governo delle destre Bossi-Berlusconi che colpisce come al solito i più deboli e i più bisognosi», conclude Zingaretti. Nicola Zingaretti é nato a Roma l'11 ottobre del 1965 e dall'aprile del 2008 é presidente della provincia di Roma e forse anche per questo motivo si oppone alla eliminazione delle province. Siamo di fronte ad una manovra necessaria ma pesante: é quanto dichiara invece la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.



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Spunta l'articolo salva ricchi

Manovra: i più colpiti gli statali. Tassa extra solo per 511 mila.

 

PRESIDIO AD OLTRANZA DAVANTI A PALAZZO MONTECITORIO
DIRETTA STREAMING SUL SITO www.presidiomontecitorio.com PAGINA DIRETTA VIDEO. (PURTROPPO L'AUDIO SI SENTE MALE A CAUSA DEI MEZZI E DEL FATTO CHE NON CI FANNO UTILIZZARE IL MEGAFONO) GRAZIE
L'INPS un male tutto italiano, questo ente è una vera piaga sociale.commento sulla bacheca diPRESIDIO AD OLTRANZA DAVANTI A PALAZZO MONTECITORIO
UN VERO SISTEMA MAFIOSO - LO SCANDALO SCOPPIATO ALLA PROVINCIA DI ROMA SOTTO LA PRESIDENZA DI ENRICO GASBARRA ! Consiglieri comunali, o provinciali vengono assunti da una ditta che da loro uno stipendio d’oro. Lo stipendio d’oro pagato é solo “anticipato” dalla ditta , che poi viene rimborsata dall’ente pubblico al quale appartiene il politico. Funziona così anche al Comune di Roma, dove sono in 1...

 

Mafia: L’esercito di Cosa nostra: 4.000 uomini d’onore e 8.000 fiancheggiatori | Informare per Resi

informarexresistere.fr

Cosa nostra dispone di 300.000 voti: radicato il rapporto mafia-politica Settori di grande guadagno: edilizia, videopoker, distribuzione alimentare, estorsioni Un documento inedito. Che Grandangolo pubblica in esclusiva e che Accade In Italia riprende grazie al consenso del Direttore di Grandangolo ..

 


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