GRAZIE CENSORI

I censori. Li immagino chiusi nei loro salotti, intenti a fare zapping, nervosamente sui canali Rai.
Trepidanti e lugubri nei loro modi, in attesa di cogliere frasi, interviste, opinioni di conduttori, satirici, show-man che esulano nella "muffa" inferta quotidianamente ai telespettatori. Per fortuna ci sono loro! I censori decidono per noi il pensiero giusto o ingiusto. Morale o immorale, democratico o antidemocratico.
Se noi - ad esempio- volessimo chiedere ad un candidato a guidare l'Italia come ha fatto i soldi, i censori sudaticci e precisi, ci spiegherebbero che un elettorato non deve e non può farsi molte domande. 
Non sta bene, non si fa (cantava Vasco Rossi). Grazie censori noi non dobbiamo fare la fatica di pensare. 
Si occupano loro di tutto. Programmi? Problemi? Verità? Che sciocchezze! Basta un pò di fard ed un collant per fare del futuro dell'Italia un vero miracolo. Loro sanno (l' hanno letto nei manuali) che al giornalismo d'inchiesta va contrapposto "Domenica in" . Ai "Raggi Verdi" le telenovelas. Ai Luttazzi le soubrettine famose.
Perchè siamo gli abbonati in prima fila, i telespettatori ignoranti che non devono tanto pensare bensì produrre, pagare le tasse e - se il tempo è bello- fare due passi la domenica. Come si situa agli occhi dei censori, l'attuale presidente della Rai, Zaccaria? Un disastro. Un marziano. Nonostante i numerosi stage di marketing e dosi massicce di antidepressivi, i censori non riescono a comprendere come, con Zaccaria, la Rai abbia iniziato finalmente ad essere una televisione pubblica indipendente garante della libertà d'espressione.
Libertà che -preciso- non significa sempre condivisione delle opinioni di chi le esprime con la maggioranza.
Ma poter ascoltare anche opinioni diverse. Un cibo prezioso, questo, sia per il cervello, sia per la democrazia.
E comunque vadano le elezioni è un alimento che si continuerà a vedere anche al "mercato nero".

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