|
LE FRUSTRAZIONI DEL RECENSORE
Ci sono libri di cui non vi parleranno mai. Libri che vendono ma che guarda
caso non vengono inseriti nelle hit dei più venduti ne recensiti. Se voi
leggete attentamente le pagine della cultura dei quotidiani, troverete quasi
esclusivamente recensioni su autori famosi o defunti.In ogni redazione esiste il
recensore che salvo rare eccezioni merita un ritratto. Il recensore è un
ibrido: mancato scrittore ma anche mancato giornalista. Di solito ricopre quel
posto perché "figlio di...." o raccomandato da qualcuno deciso a fare
"del male alla società". Ma perché fa quel mestiere vi chiederete?
Il recensore voleva un mestiere dove poter apparire "su qualcosa"
senza lavorare ma prendere ugualmente uno stipendio. Il tutto, però, con una
parvenza culturale, tanto da renderlo sopratutto nelle feste o nei
salotti "qualcuno intelligente", altrimenti avrebbe fatto la showgirl
al Bagaglino! Dal piccolo mondo della sua scrivania prende in mano (solitamente
non li legge, mai avvisato un recensore in libreria!) i libri che gli
arrivano. Tra quelli, non fatica a scegliere "le opere degne": quelle
delle solite case editrici che poi pagano alberghi, cene, feste faraoniche e
quant'altro alle manifestazioni letterarie. Ecco così apparire recensioni obbrobrio
su argomenti che: 1) non interessano a nessuno; 2) non legge nessuno; 3) Non
segue nessuno. E la crescita culturale? L'impegno civile? E la rilettura
della nostra storia recente? Il giornalista mio amico che pose tali
interrogativi nel bel mezzo di una riunione di redazione di un grande
settimanale, fu guardato come un appestato.
Il direttore un giorno mi dico, tirerà fuori ....il coraggio e obbligherà il
recensore a parlare di autori giovani ma validi, oppure autori di Kaos o
altre case editrici. Per due anni almeno0 saranno banditi i soliti scrittori ammuffiti,
omogeneizzati che vendono "il nulla" solo perché pubblicizzati
su tutti i mass-media: dei giornali alle scatole scatole del Chappy. Ma
ahimè!, l'innovazione resta spesso solo un utopia. L'invidia è un grande male
oscuro ma non è mai troppo tardi "cari recensori" per cercare di
accettare una dura realtà: i lettori non sono "una massa di
coglioni". Tanto che "molto più preparati di voi" entrano nelle
librerie, cliccano i siti e ordinano , leggono libri forse scomodi di autori che
non si vedranno mai nelle soporose trasmissioni di Bruno Vespa ma che con un
duro e documentato lavoro dimostrano con i fatti di stimare il proprio lettore.
Invece nelle solite chiacchiere, si impegnano almeno a ricostruire e denunciare
le molte trame ordite sopra le teste degli italiani. Comprese quelle dei
recensori.
|