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ALLA VIGILIA DELLA GUERRA
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L'11 settembre 2001 sarà una data che non ci dimenticheremo mai. Ognuno
di noi si ricorderà dov'era quel giorno. Perché in quel giorno, insieme
alla vita di migliaia di persone è cambiata la storia del mondo.
Niente
sarà più -come prima ha detto Romano Prodi dopo una seduta straordinaria del consiglio europeo.
Quel maledetto pomeriggio io mi trovavo in un ufficio di una palazzina Ad un certo punto qualcuno, nei corridoi.ha iniziato a parlare animatamente. "E' una
tragedia", "Adesso scoppia la,guerra,le Torri sono crollate da qualche minuto, infatti. anche la seconda Torre
gemella si era piegata su se stessa portandosi via uomini,donne,vite, storie.
Ho piantato il lavoro ed ho acceso la tv. Eravamo tutti li , inchiodati allo schermo: increduli, inorriditi,sconvolti. Sembrava un incubo.
L'America era stata colpita al cuore e con lei l'umanità.
In quel fazzoletto bianco sventolato da quella persona alla finestra, c'era il simbolo di quanto la violenza umana possa essere devastante. In quei corpi che si lasciavano cadere nel vuoto, c'era la storia di un inizio secolo caduto nel baratro. Col Pentagono in fiamme, bruciavano le nostre tradizionali certezze.
Come sapete siamo alla vigilia di una guerra. Nato e Usa sono pronte.
Una risposta militare che cerca giustizia. Intanto si susseguono
segnalazioni e si è nello stato di massima allerta. Il presidente Blair
ha detto all' Inghilterra dì prepararsi ad una guerra lunga e a tempi duri
Alla vigilia di un conflitto
(ed io faccio parte di quelle generazioni
che non lo hanno mai vissuto), la percezione del futuro si sgretola e
tutto - anche se deve continuare - diviene precario.
La copertina del settimanale Espresso,ha titolato:E' guerra, Panorama: "Terza guerra mondiale?".
Non credo nel -pericolo di un conflitto totale. Ma la guerra,per l'umanità è sempre un' incognita, in mano solo alla saggezza,all'equilibrio, alla razionalità,di chi ci guida.
Frau. Gei,
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