IL CIMITERO DEI MATRIMONI

Cari amici,l'altra mattina stavo aspettando il treno quando - vicino a me- due anziane signore hanno iniziato a parlare tra loro. Bè che male c'è? direte voi. Nulla, rispondo io, se quelle quattro chiacchiere non si fossero rilevate una lunga lista (a mitraglia) con nomi e cognomi di giovani coppie sposatesi e subito dopo divorziatesi. il tutto intervallato - ritmicamente -dalle solite frasi: "che tempi!", "Che mogli! Che mariti. E via discorrendo. 
In quelle prime ore del mattino -faceva anche freddo- avrei volentieri urlato alle due signore "Piantatela! Fatevi i fatti vostri!". Me lo ha impedito un'educazione che - purtroppo- mi è stata data dall'infanzia.
Poi però, alzandomi il sole -e dopo due caffè -ho ripensato al fatto. Non tanto alle cronache delle due signore ma all'argomento: il cimitero dei matrimoni. Fenomeno - a dire il vero-  che ha coinvolto anche molte giovani coppie di miei amici sposatesi uno o due anni fa e già in fase di divorzio. Ultimo caso una coppia che appariva la più salda in assoluto: innamoratissimi, fedelissimi, felicissimi. Ricordo ancora Francesca -nome di comodo della mia amica- ripetere "è l'uomo della mia vita" lui, Franco, ricoprirla di attenzioni, regali, telefonate. Tanto da convolare -come è naturale- in matrimonio. Festa sfarzosa, genitori felici e patto di amarsi tutta la vita.
Un anno e mezzo dopo quel "si" mi chiama lei; piangendo, annunciandomi che stavano divorziando. Nessuno se lo aspettava. Motivi? Lui si è rilevato un violento, penso. Lei, si è innamorata pazzamente di un altro, presumo. Niente di tutto questo. Le motivazioni sono tristemente molto più banali. "Non è più come prima", singhiozza lei "quando rientra dal lavoro è sempre stanco ... e poi il mutuo, gli impegni... non è più allegro..
Ascolto lui: "lei mi fissa sempre come se fossi sotto osservazione. E poi i suoi musi sono insopportabili...". Entrambi sostengono: "quando eravamo fidanzati era diverso" Bè tutto qui? Dico. Che prima era diverso lo sanno milioni di coppie nel mondo.E' fisiologico, normale, naturale. Credevate che la vita fosse una "beautiful" eterna, una favola a lieto fine? Se è così siete da psicanalista. Ma niente da fare. Tra avvocati, pianti e delusioni finiscono sogni e grandi amori. Vedrà, il prossimo andrà meglio, sussurra il legale di turno al neo-divorziato o divorziata. Intendiamoci: sono del parere che è meglio un addio che un inferno. Ma -dico- pensateci prima!  Qualcuno -cortesemente - spieghi ai futuri sposi che amarsi vuol dire sopratutto essere innamorati persi dei difetti dell'altro/a e pronti a convivere e quindi condividere tutte le possibili (e naturali) difficoltà. Dopo l'abito, i confetti e il viaggio di nozze c'è "qualcos'altro" che dovrebbe durare tutta la vita.

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