LEI-NON-SA-CHI-SONO-IO!

E chissenefrega! Risponde Totò in uno dei suoi memorabili film
I lei non-sa-chi-sono-io sembravano una razza in estinzione. Invece no. Resistono al tempo e alle latitudini. Per ciò analizziamola.
La prima è il  lei non-sa-chi-sono-io! attivo. lo si trova prevalentemente negli uffici pubblici. E' colui che si guarda nervosamente intorno. Lancia un'occhiata di compassione-disprezzo a chi sta facendo,invece,regolarmente la fila agli sportelli. Punta-tra gli impiegati-chi,a suo parere, può cogliere al volo "la sua pregevole e prioritaria esigenza", sbrigando tutto,quindi, in pochi minuti.
L'esemplare non è cattivo. Semplicemente: dopo una sua personale selezione della specie, è giunto ad una verità: lui è il migliore.
Considera, quindi, "crimini" tutte quelle regole che deve subire la sua persona. Persino i divieti di sosta. Però è il primo ad affermare che la legge è uguale per tutti...gli altri.

La seconda categoria del lei non-sa-chi-sono-io! è invece, quella passiva. Tale esemplare lo si trova spesso tra i liberi professionisti: professori, avvocati, politici e diffusamente- primari ospedalieri. E' colui che cammina convinto che il mondo non possa fare a meno della sua presenza. Parla poco e ascolta ancora meno. Se proprio è costretto, dice si e poi fa come gli pare. Adora tutto quello che fa e non gli dispiacerebbe un'umanità clonata a sua immagine e somiglianza.
l'esemplare non è cattivo. Semplicemente: dopo una sua personale, approfondita ricerca ha scoperto che fa quel mestiere per designazione divina. E quindi non è lui a sentirsi un Dio, sono gli altri ad essere dei poveri cristi

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