ore 23.24 martedì 10 settembre 2002


oggi grandi resoconti.

Sì, è proprio tempo di resoconti. L'estate pare che stia per finire. Dicono che non è neanche più tempo di mare. Ma io non ci voglio credere. Sono convinta che presto ci andrò.

Domenica sera sono tornata dalla mia prima vera partenza. Me so fatta un viaggio sino a quasi i confini d'Italia (chi l'avrebbe mai immaginato fino ad un mese fa?). Sono arrivata sino a Baranzate di Bollate, nella periferia di Milano. Vicino la preiferia più nera e schifosa di tutto il nord Italia, o magari solo della Lombardia, e cioè Quarto Oggiaro. (Piccolo pensiero ripensando alla conversazione avuta oggi: quanto son riuscita ad essere sciocca; la canzone "Luce" in sottofondo mi riporta sempre le stesse sciocche e, ora solo fredde, immagini).

A Milano abbiamo visitato il Duomo (splendide le vetrate!!) e dall'alto tutta la città di Milano. Poi il Castello Sforzesco. il cimitero momnumentale (belle alcune statue; una rappresentava una coppia di amanti che si salutava racchiudendo il loro amore in un eterno bacio, ai loro piedi un bimbo tenuto per mano). All'entrata bellissime le cupole dal blu infinito come la morte sotto le quali, in bella mostra, la tomba di Manzoni. Prima di arrivare a Milano sono stata da "zio Carlo". Che persone fantastiche. Non sarei mai voluta andare via. Avrei voluto che mi adottassero... no, non me sarei andata davvero più. Me li sarei mangiati tutti. Zio Carlo, marito della zia di Manuela ora morta da 8 anni per un cancro, vive da solo in una villetta rustica e deliziosa fra le fiorenti colline del casertano in un paesino dove si sa tutto di tutti, tant'è vero che quando siamo passati dal bar a comprare la torta Algida (non c'era altro!) il barista ci ha subito riconosciuti come gli ospiti di zio carlo per l'apppunto. Il paesino si chiama Limatola. Non dimenticherò mai. I visi sorridenti e tranquilli. Come quello di Gino, figlio di zio carlo, che pur facendo un lavoro tanto rischioso e pesante come la guardia di finanza, non me ricordo più, riesce a trovare la serenità fra le colline tranquillissime e fra le braccia della giovane moglie che le ha regalato una bellissima bimba. Ed è proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti che siamo capitati noi. Tutti i parenti la domenica, il giorno dopo il nostro arrivo, uniti intorno a loro continuare a fare la festa iniaziata con il trattenimento al ristorante la sera prima, la sera del nostro arrivo.

L'aria fredda del mattino, l'acqua fredda del rubinetto, le ochette, una delle quali aveva venticinque anni, i maiali che s'insozzavano nel fango mangiando una pannocchia e leccando l'umido fango stesso... no, non dimenticherò... proverò a non dimenticare.

Forse sono esagerazioni le mie. Io non conosco i loro difetti: troppo poco tempo per conoscerli davvero... ma erano così veri e tranquilli... mi farei adottare...

Lunedì scorso abbiamo viaggiato tutto il giorno. Zio carlo ci ha accompagnato fino a Caserta poi abbiamo percorso tutta l'autostrada del sole (le sue tre corsie...). Tre incidenti abbiamo visto. Nessuna coda sconvolgente di sorta, solo qualche decina di minuti in tutto. Poi Milano...

Fatta di stranieri. Niente milanesi a parer mio, niente... tutti stranieri. Con cellulare moderno, bei vestiti, belle macchine... No non sarei rimasta.. lì niente mi lega. Ho conosciuto Enza Gianrusso, 15 anni giovanissima e bella, pareva avesse la mia età e invece no. Sta studiando al turistico. Sua mamma napoletana arrivata a 16 anni a Milano e subito sposa suo marito che, secondo me c'ha perso tantissimo lui, l'ha lasciata da poco correndo dietro a questa e a quella. Simpaticissima.

Quanta nostalgia ho provato in tutti i casi nel lasciare le persone appena conosciute e i luoghi... davvero quanta nostalgia.

Mentre non c'ero io che succede qui a Palermo? Il terremoto. Niente danni, solo un pò di paura. Grazie alle case costruite contro i sismi niente danni.

L'ultimo giorno siamo scesi a Genova. La cara , amata e tanto nominata Genova. Ed il suo acquario. Forse perchè non mi aspettavo un gran chè, ma mi è sembrato davvero bello. Al contrario di Gardaland: mi aspettavo troppo e invece stando dietro a tutte quelle file non potevi gustare che la metà delle attrazioni se ci siamo davvero riusciti! Sarà perché sono rimasta molto male nel giro con la canoa che scivolava giù nell'acqua assieme a Manuela... caspita il nome on mente mai, eh?! Ho capito che devo darmi una mossa, che la vita è dei più forti e dei più scaltri. Io rimango sempre più fregata se non mi sveglio!!!!


All'andata e al ritorno nave!. All'andata fino a Napoli. Al ritorno da Genova. La prima volta, proprio perché la prima, più emozionante. Volevo rimanere a Palermo... l'ansia prima di partire non la dico. Avevo paura a stare fuori di casa e così lontano, avevo l'ansia di non arrivare in tempo per l'esame universitario... al ritorno ho realizzato che viaggiare è molto più facile di quanto pensassi, solo questione di soldi, nient'altro!


Oggi grande giorno: esame per l'ammisione al corso di laurea di paramedico. Non sapevo se avere più paura o tranquillità. Alla fine ho cercato di fregarmene ma nonostante ciò, la penna mi è tremata per i primi 15 minuti della prova. Dopo trenta minuti ero giunta alla fine delle domande avendo segnato quasi tutte le risposte correttamente e ritornando almeno altre due volte per controllare e colmare i buchi lasciati precedentemente. Credo di avere sbagliato almeno tre domande. Ho annotato sul foglio quelle di cui ero insicura, una decina in tutto. Fra queste solo tre non erano corrette. Penso di avere raggiunto comunque un buon risultato. Ma non so se questo basterà.

Ho conosciuto delle ragazze di marsala. Una di queste conosceva di persone il mio caro... caro che cosa? uomo, amore...? credo che non sia nulla di tutto questo. Di nuovo quella botta di assestamento che mi riporta in carreggiata. Da qui la ripresa di posizione che non voglio nessun uomo nella mia vita. Nessuno supererà la mia prova. Niente uomini squilibrati, nevrastenici, o "pazzi" come ha definito lei Peps. Sua sorella era la sua compagna di scuola e inoltre ultimamente aveva lavorato al nuovo bar, il "Ruvido". Peppe o il papà di peppe, non è più socio del bowling il posto nel quale l'ho conosciuto.

Tutta la mia immaginazione. È tutto frutto della mia immaginazione. Quanto stupida sono stata per tutto questo tempo.

La stessa cosa nella quale stavo pre credere dopo che sono scesa dalla nave. Salvatore, un ragazzo di Napoli che sulla nave faceva le pulizie, accoglieva i passeggeri indirizzandoli alle varie poltrone, aprendo la sala cinema "Palladio" sulla Grimaldi Excellent e chiudendo la sala TV all'una e mazza di notte orario nel quale l'ho rincontrato e lui si è voluto fermare a parlare con me. Avrei voluto rimaenre in contatto, avrei voluto rivederlo la mttina seguente o prima di scendere ma lui avrebbe dormito tutta la mattina prima di riprendere a lavorare nel momento in cui io mi preparavo per scendere ai piani più bassi e andare definitivamente via. Ho lasciato un biglietto da visita sul mio sedile. Speravo che l'avesse visto e mi avesse telefonato. Non deve averci fatto caso. Addio, addio per sempre. Ha lavorato 4 anni Torre del greco dopo aver completato la terza media (non gli piace studiare) fra qualche settimana lo rimandano a casa dopo due mesi di lavoro inininterrotto senza scendere dalla nave. Mi piaceva il modo apparentemente tranquillo di come parlava. Era scuro di capelli e di occhi, altezza media (1.70 circa) appassionato di calcio (è stato a Milano anche lui a vedere la sua squadra del cuore che non ricordo quale fosse) poi non mi ricordo più niente.


La vita contiunua ed io continuo a sfogliarne le pagine, una per una. Forse adesso cambia se comincio a studiare, chissà... ore


0.26.